Ogni manutenzione il tecnico ci rilascia il rapporto di efficienza energetica e uno scontrino fumi con valori, cosa significano ? Ovviamente ogni valore viene controllato dall'operaio specializzato che ha occhio su cosa è a norma e cosa no, diversamente ne fa voce sul rapporto di controllo attraverso i campi Osservazioni, Raccomandazioni, Prescrizioni.

Prima di continuare con l'articolo sappi che tutte le indicazioni vengono fornite per conoscenza e possono essere corrette SOLO da personale esterno.

Temperatura Fumi

La temperatura fumi è in prima posizione nei valori della prova fumi, insieme alla temperatura aria comburente servono per calcolare il rendimento della caldaia. In caldaie di tipo B e C a basso rendimento, ad esempio le caldaie a camera aperta e le caldaie a flusso bilanciato non a condensazione, la temperatura dell'analisi dei fumi è molto alta. Da un lato è un bene purchè non sia eccessivo, infatti questi fumi sono carichi di condensa, durante il loro viaggio verso il comignolo tendono a raffreddarsi e la condensa precipita a volte nella caldaia stessa. Lo stato di questo tipo di caldaie (B e C a basso rendimento) , dopo alcuni anni di funzionamento a temperatura fumi bassa, si presenta male per via della condensa non espulsa.

Circa la temperatura fumi abbiamo detto che ne concretizza il rendimento, abbassarla porta ad un aumento di rendimento ma bisogna fare i conti con la condensa che si può generare.

Temperatura aria comburente

C'è poco da dire su questo parametro, dipende dalla caldaia se è esterna il valore è basso. Negli apparecchi di tipo C con tubazioni concentriche l'aria comburente viene riscaldata dal condotto fumi della caldaia subendo un preriscaldo. Sotto un'altra prospettiva aiuta il non formarsi della condensa tuttavia allo stesso tempo il condotto strozza la caldaia di aria comburente. Infatti il tubo concentrico nella tabella delle portate deve avere lunghezze minori.

Ossigeno (O2)

Questo valore rilevato durante l'analisi dei fumi della caldaia va a braccetto con il CO2, l'anidride carbonica. E' anchesso importante per il calcolo del rendimento e nel bilanciamento del rapporto Aria:Combustibile. Nelle caldaie a camera aperta è solitamente molto alto (14-16%), è normale, un valore più basso creerebbe condensa o aumenterebbe il CO.

Nelle caldaie a camera stagna anche dette a flusso bilanciato, questo valore è più basso perchè il rapporto Gas:Aria è più controllato. Infine abbiamo gli apparecchi a condensazione che hanno valori di ossigeno più bassi (circa 5-6%) è normale perchè la combustione avviene in una camera pensata per trattenere il calore e viene utilizzata la maggior parte del comburente.

Anidride carbonica (CO2)

Saltiamo questa voce perchè è in proporzione al precedente valore.

Monossido di carbonio (CO)

Arriviamo ad un gas che merita tutta l'attenzione, il monossido di carbonio è un prodotto della combustione, detta anche parte parzialmente combusta. Consiste in un gas che non ha ossidato completamente e ha ancora un potenziale di ossidazione. E' particolarmente dannoso perchè viene raccolto dai globuli rossi negli alveoli dei nostri polmoni che avendo ancora valenza si unisce all'emoglobina, una proteina quaternaria che ha ioni ferrici indispensabili per il trasporto dell'ossigeno ai tessuti.

Il limite di legge fissato per questo valore è di 1000 ppm (parti per milione), tuttavia se rasenta lo zero, soprattutto nelle caldaie a camera aperta o tiraggio naturale è meglio.

Le cause di valori alti di monossido sono da ricercare in una combustione non bilanciata nei valori di Comburente:Combustibile, caldaie che soffocano con impostazioni di gas combustibile troppo alte generano monossido.

Altro dato da tenere in considerazione è una possibile ostruzione della canna fumaria, nidi di volatile possono aumentare questo valore e spesso mandare in blocco le caldaie.

Eccesso D'aria (l,n)

Per effettuare la taratura della valvola del gas si utilizza anche questo parametro, il valore deve essere più vicino possibile al 2.  Valori più bassi indicano che ci può essere un'ostruzione della canna fumaria o del condotto di ventilazione (tipo reti di protezione piene di ragnatele o nidi), valori più alti possono riperquotersi sul rendimento della caldaia, quindi importante trovare assieme al tecnico il bilanciamento corretto.

Rendimento

Il rendimento è l'ultimo valore ma questo perchè dipende da tutti gli altri valori citati in questo articolo. E' ricavato da un complesso calcolo, gli strumenti attuali lo compiono in automatico. Si può intervenire sul rendimento in maniera indiretta fino ad un certo punto perchè molto dipende dalla qualità della caldaia. Altro fattore da tenere in considerazione è che rendimenti troppo alti su caldaie di tipo B e C a basso rendimento portano inevitabilmente a prematura degradazione strutturale dell'apparecchio, quindi bisogna dare un colpo al cerchio e uno alla botte mettendo prima di tutto la sicurezza.

Come detto sopra, il tecnico tutte queste cose le sa (o dovrebbe saperle), valori rilevanti vengono corretti o segnalati, sulla caldaia o sul rapporto di controllo, sempre in virtù della sicurezza. Le correzioni NON DEVONO ESSERE FATTE DALL'UTENTE ma sempre da un tecnico specializzato, apparte controllare la griglia di aspirazione della caldaia verso l'esterno, basta uno scopettino o aspirapolvere per pulirla.