In questo caso bisogna alzare la temperatura della caldaia per riflettere la temperatura esterna. Partiamo da questa assunzione, la caldaia è il produttore e la casa è il consumatore. Se la casa perde calorie troppo in fretta per via della temperatura esterna, ne risulta che i termosifoni si raffreddano troppo velocemente. Questo obbliga la caldaia a lunghissimi cicli di funzionamento. Lo possiamo notare anche dal termostato che impostato ad esempio a 20°C arriva al massimo a 19 / 19.5°C. E' dunque il momento di alzare la temperatura del riscaldamento in caldaia.

Il funzionamento corretto è quello di una caldaia che fa pause tra i 15 e i 20 minuti prima della ripartenza. Questo tempo dipende ovviamente dal grado di isolamento della casa e dal tipo di riscaldamento adottato. Ad esempio se abbiamo termosifoni in alluminio o acciaio inox la cosa cambia, questi dissipano più velocemente il calore. Quindi l'unico meccanismo che ferma la caldaia diventa il Termostato ambiente. Circa il riscaldamento a pavimento invece è cosa diversa. Questo tipo di riscaldamento richiede un continuo lavoro a bassa potenza e tempi di pausa nettamente maggiori per la fortissima inerzia termica.

Che gioca un fattore determinante è certamente il fattore di isolamento. Una casa incapace di trattenere il calore fa si che la caldaia lavori di continuo e concorre al conto termico. Idealmente se l'ambiente non perdesse nemmeno una caloria verso l'esterno basterebbe una candela per scaldare tutto l'ambiente.